Come fare ricerca bibliografica per tesi o articolo scientifico

16 Settembre 2023 | Disegno di ricerca

Con ricerca bibliografica si intende l’attività di analisi di documenti pubblici che ha come obiettivo la definizione dello stato dell’arte delle informazioni già note in letteratura su uno specifico argomento. In questo articolo vedremo come si utilizza ai fini della scrittura di una tesi o di un articolo scientifico ed un esempio passo passo di come effettuarne una.

Ricerca bibliografica: esempio

Ricerca bibliografica: cos’è?

La ricerca bibliografica si inserisce all’interno della ricerca scientifica “evidence based”, in cui le decisioni pratiche sono basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili. In particolare, con il termine “ricerca bibliografica” si intende l’attività di analisi della letteratura scientifica che ha come obiettivo la ricerca di tutte le principali informazioni già note su uno specifico argomento.

Ricerca bibliografica in inglese: perché è importante?

Per la ricerca in banche dati e cataloghi è necessario usare la terminologia appropriata, non solo in italiano ma anche in inglese. La maggior parte della produzione scientifica è infatti pubblicata in lingua inglese. Inoltre, tendenzialmente la letteratura in inglese è di maggiore qualità in quanto può essere più facilmente controllata da gran parte della comunità scientifica internazionale.

Perché intraprendere una ricerca bibliografica scientifica?

Che tu debba scrivere una tesi di laurea, presentare ad un Comitato Etico la tua idea per un nuovo progetto di ricerca, esporre i risultati di un tuo lavoro, o anche solo per assicurarti che nella pratica clinica applichi le migliori evidenze scientifiche, ti troverai a dover effettuare la ricerca bibliografica.

Una volta definito l’argomento da studiare e formulata la domanda di ricerca, tale attività ti permetterà di individuare le informazioni disponibili sull’argomento oggetto del tuo interesse, frutto delle ricerche compiute precedentemente, e di definire lo stato dell’arte delle conoscenze. La durata di tale attività potrà essere abbastanza breve, come nel caso di un semplice aggiornamento periodico, o più duratura ed impegnativa.

La ricerca bibliografica è necessaria in quanto permette di contestualizzare la ricerca, giustificarla e definire il metodo di studio. Attraverso la ricerca bibliografica capirai se e come altri studiosi hanno già risposto in precedenza alla tua domanda di ricerca.

Potrebbe quindi capitare che la tua domanda di ricerca debba essere parzialmente modificata o che tu debba utilizzare una metodologia di studio differente. Lo studio che intendi intraprendere ha senso solo se aggiunge qualcosa di nuovo alle conoscenze già disponibili e sarà proprio la ricerca bibliografica a suggerirti come fare passi avanti.

In particolare, ti consiglio di partire leggendo i più recenti lavori scientifici pubblicati sull’argomento. Nello specifico, concentrati sulle conclusioni tratte in tali studi. E’ proprio nella parte conclusiva, infatti, che troverai esposti i limiti e le lacune delle conoscenze attuali e gli aspetti più meritevoli di approfondimenti.

Come fanno a vedere se copi la tesi?

Non usare mai la ricerca bibliografica per individuare i lavori a cui “ispirarti” in toto o, peggio ancora, per copiare parti di lavoro altrui. Tutte le università utilizzano infatti dei programmi anti-plagio (come Compilatio, Magister e Turnitin) che controllano automaticamente se le tesi di laurea sono originali.

Per evitare di incorrere nel rischio di plagio, è pertanto fondamentale che tutti i risultati del lavoro di ricerca bibliografica siano citati correttamente. Per ciò che riguarda il modo in cui citare la bibliografia, le indicazioni saranno fornite dal tuo relatore o dal giornale al quale vuoi presentare la tua pubblicazione. I giornali, di fatto, offrono agli autori le informazioni dettagliate su vari aspetti, citazione dei riferimenti bibliografici inclusi.

Dove trovare informazioni per la tesi?

Una volta scelto l’argomento della tesi, potresti chiedere al relatore o al tutor di indicarti le principali fonti di informazioni sull’argomento, i giornali scientifici, le banche dati e i nomi degli autori più autorevoli. Gli autori più importanti potrai individuarli osservando anche il numero delle citazioni che hanno, partendo magari da una ricerca semplice su Google.

Ricerca bibliografica su Google: esempio pratico

Ricerca bibliografica: come si fa?

Per effettuare la ricerca bibliografica, ti potrai recare nelle biblioteche o nelle librerie, ma la maggior parte dell’attività di ricerca bibliografica in genere viene svolta online. Il web infatti ha semplificato e agevolato tale attività infinitamente, accorciandone i tempi e permettendo di accedere a una quantità di dati e informazioni che pochi anni fa era inimmaginabile.

La ricerca bibliografica online

Dove cercare sul web dipenderà dall’argomento che stai studiando. In assenza di precise indicazioni, potrai partire da una ricerca libera su Google. Tuttavia, la ricerca su Google non ti garantisce di individuare solo la letteratura di ricerca, vale a dire le informazioni scientifiche pubblicate come libri, risultati di ricerche originali, revisioni, editoriali etc. che devono essere utilizzati ai fini della redazione del tuo lavoro.

Fai però attenzione, in quanto su Google è infatti possibile imbattersi anche nella cosiddetta letteratura grigia. Con questo termine si intendono i documenti che non sono stati pubblicati da un editore scientifico a seguito di una revisione. Ad esempio, spesso rientrano in tale categoria gli atti dei convegni. La possibilità di utilizzare tali dati va preventivamente verificata con il relatore o con gli editori del giornale dove intendi presentare l’articolo.

Google Scholar invece è un motore di ricerca, sempre a libero accesso, attraverso il quale potrai effettuare una ricerca più mirata della sola letteratura accademica. La maggior parte delle banche dati sul web non è invece totalmente a libero accesso e potrai accedere ad alcune di loro solo dalla rete del tuo Ateneo o dell’Istituzione in cui operi.

Ricerca bibliografica: esempio nel campo biomedico

La maggior parte della ricerca nel campo biomedico si svolge su tre principali archivi elettronici di dati: Pubmed, Embase e Scopus.

Siti per ricerca bibliografica

La banca dati assolutamente più utilizzata in ambito biomedico è Pubmed. Questo portale permette l’accesso gratuito a Medline del National Center for Biotechnology (NCBI), una divisione della National Library of Medicine (NLM) che indicizza oltre 5 600 periodici pubblicati negli Stati Uniti e in altri 70 paesi. Il suo ampio utilizzo è dovuto non solo all’abbondanza del materiale, ma soprattutto alla sua gratuità e possibilità di accedere da un qualsiasi dispositivo.

Embase, la banca dati europea, indicizza 3000 periodici in più rispetto a Medline ma, non essendo ad accesso gratuito (proprio come Scopus), risulta meno utilizzato.

In aggiunta a queste tre banche dati, è disponibile un gran numero di banche dati specializzate per determinati argomenti e specialità (ad esempio CINHAL per scienze infermieristiche) o un data base generico per la ricerca nel campo scientifico come Web of Science.

Tra le fonti estremamente utili c’è poi anche la Cochrane Library che raduna più banche dati contenenti evidenze di alta qualità, frutto di lavori di ricerca indipendente. Particolarmente importante è il Cochrane Database of Systematic Reviews (CDSR) in cui potrai trovare le revisioni sistematiche e le meta-analisi di numerosi argomenti relativi al campo medico e sanitario.

Fasi della ricerca bibliografica

Formula la domanda di ricerca

Come detto all’inizio, la ricerca bibliografica viene intrapresa per rispondere a una domanda di ricerca. Di conseguenza, il primissimo passo da compiere è proprio quello di formulare una domanda in maniera corretta. Per farlo ti puoi aiutare con il modello PICO (ma c’è ne sono anche altri come PECO, PO etc.) che è stato ideato proprio per aiutare i ricercatori ad inquadrare bene la domanda e focalizzare la ricerca.

Un esempio di domanda di ricerca formulata in modo corretto è: “Esistono le evidenze che suggeriscono che l’incidenza delle complicanze metaboliche nel paziente anziano in Nutrizione Enterale Domiciliare seguito con la videochiamata sia inferiore rispetto all’incidenza di tali complicanze nel paziente anziano in NED seguito senza la videochiamata?”

A questo punto possiamo definire le parole chiave e termini di ricerca utilizzando il modello PICO. Dato che la ricerca viene effettuata in lingua inglese, anche l’esempio viene riportato in tale lingua.

Ricerca parole chiave per la bibliografia

Ricerca per parole chiave

Nell’apposita casella del motore di ricerca inserirai le parole chiave. Per restringere la ricerca ad un campo quanto più delimitato all’oggetto del tuo interesse e per combinare in diverso modo più concetti, puoi usare degli operatori booleani (logici) scrivendoli in maiuscolo:

  • AND per ottenere i risultati che comprendono più termini.
  • OR per ottenere i risultati con uno o entrambi termini.
  • NOT per escludere dai risultati determinati termini.

Nell’esempio qui riportato potrai cercare, ad esempio, “the older subjects” AND “Home Enteral Nutrition” oppure “Enteral Nutrition” OR “Home Enteral Nutrition”, oppure “Home Enteral Nutrition” NOT “pediatrics”. Molto utile può essere anche l’utilizzo dei sinonimi come, ad esempio, nel nostro caso geriatric patients anziché the older patients.

Filtra i risultati di tuo interesse

I filtri, che trovi sul lato sinistro delle schermate dei tre archivi elettronici, ti permettono di applicare i criteri di esclusione ed inclusione per individuare solo le pubblicazioni di tuo interesse (ad esempio solo i testi in inglese, data o tipologia di pubblicazione).

In Pubmed potrai effettuare anche una ricerca mirata utilizzando il vocabolario Mesh (Medical Subject Headings), ovvero un sistema di parole-chiave predefinite che rappresentano i concetti fondamentali della letteratura biomedica e, applicati a ogni citazione, permettono di eseguire ricerche mirate. Sia in Pubmed che su altri siti potrai effettuare la ricerca anche per autore anziché per argomento.

Leggi gli abstracts

Una volta individuato l’articolo cui titolo corrisponde ai termini della tua ricerca, leggendo l’abstract potrai capire quanto possa essere effettivamente utile per il tuo lavoro. Se la lettura dell’abstract confermerà la sua utilità, sul lato destro della schermata di Pubmed troverai il link al giornale contenente il testo pieno del documento (disponibile spesso, ma non sempre). Anche Scopus e Embase rimandano ad articoli pubblicati sui giornali open access.

Salva i risultati

Ricordati che è fondamentale salvare i risultati della tua ricerca bibliografica man mano che procedi. Inoltre, ti consiglio di appuntare le principali informazioni provenienti dai documenti che hai consultato, così da non dover rileggere più volte la stessa pubblicazione. Se non lo fai, i tempi di ricerca bibliografica si allungheranno perché ti troverai a dover cercare nuovamente quanto avevi già individuato in precedenza.

Pubmed ti consente di salvare i risultati della tua ricerca bibliografica, ma a tal fine puoi usare anche altri software per la gestione dei riferimenti bibliografici come Zotero, EndNote etc. A dire il vero, puoi benissimo gestire tutto salvando i risultati della tua ricerca in un file Excel o Word da te creato.

Suggerimenti per una corretta ricerca bibliografica

Per ottimizzare tempi ed energie, ti consiglio di iniziare la tua ricerca bibliografica dalle revisioni sistematiche. L’utilizzo di revisioni sistematiche e meta-analisi è importante in primis perché queste si collocano al vertice della scala gerarchica della qualità delle evidenze scientifiche. Ti sarà così più facile individuare subito i principali lavori e autori che hanno dato il loro contributo all’argomento di tuo interesse.

Queste pubblicazioni rappresentano infatti una specie di lente scientifica attraverso la quale vengono valutati i risultati degli studi che si collocano sui gradini più bassi. Ricordati però, nel tuo lavoro non dovrai citare come fonte la revisione sistematica e i suoi autori bensì gli autori dei singoli studi che essa riassume.

Inoltre, più è elevata la qualità dell’evidenza scientifica, minore sarà il numero dei lavori che troverai.

La piramide delle evidenze scientifiche

 

Quando finisce l’attività di ricerca bibliografica?

Non esiste una risposta univoca a tale quesito. Tuttavia, ad un certo punto noterai che i risultati della tua ricerca iniziano a ripetersi. Quando, pur cambiando banca dati, sempre più difficilmente riuscirai a trovare qualcosa di diverso, significherà che la tua ricerca bibliografica sta voltando al termine.

E adesso?

Ti serve supporto per capire in pratica come effettuare una ricerca bibliografica o come riportarne i risultati? La consulenza check-up è perfetta per te!

Articolo redatto con il contributo di Nikolina Jukic Peladic

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Paola Pozzolo

Paola Pozzolo

Sono Paola Pozzolo e mi occupo di consulenze e formazione statistica. Ti aiuto a trasformare i dati in informazioni utili ed affidabili per raggiungere i tuoi obiettivi di ricerca e prendere le decisioni che più valorizzeranno il tuo lavoro.