Florence Nightingale: la mamma della statistica

12 Febbraio 2022 | Formazione

Florence Nightingale: la donna con la lanterna, la prima infermiera moderna della storia ed anche la mamma della statistica. In questo articolo scoprirai il perché di tutte queste definizioni.

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Introduzione

L’area medica e delle scienze sanitarie è uno degli ambiti in cui si fa un uso più massivo di statistica. Statistiche su natalità e mortalità, incidenza e prevalenza delle malattie, analisi di sopravvivenza e valutazione dell’efficacia di un trattamento sono solo alcuni esempi di come la statistica è utilizzata in questo settore.

Tuttavia, l’ordine meticoloso nel registrare i dati tramite le cartelle cliniche e di effettuare esperimenti, non è qualcosa che è sempre esistito. Ed a strutturarlo e promuoverlo per prima è stata colei che è stata definita la madre della statistica moderna.

La mamma della statistica

Hai presente il detto “Mater semper certa est, pater numquam”? Ecco, vale anche per la statistica moderna. Fisher, Mahalanobis, Pearson sono infatti tutti candidati al ruolo di padre della statistica moderna. Su chi ne sia la madre invece sono tutti d’accordo ad indicare Florence Nightingale.

Florence di mestiere non faceva la statistica ma l’infermiera. Tuttavia, questo non le ha impedito di guadagnarsi il titolo di mamma della statistica. Vediamo come.

Chi era Florence Nightingale?

Florence nacque nel 1820 a Firenze da una famiglia inglese molto benestante. Chiamare i figli con il nome della città natale sembra fosse una prerogativa della famiglia Nightingale. La sorella maggiore di Florence, nata a Napoli qualche anno prima, fu infatti chiamata Parthenope.

Florence fin da giovanissima dimostrò un forte interesse per la cura degli altri. All’epoca quella di infermiera era una professione poco stimata, equiparata per molti versi a quella delle vivandiere. E Florence, pur non avendo una formazione di tipo medico, riconobbe ben presto i limiti della professione infermieristica così come era esercitata ai tempi.

Iniziò quindi a dedicarsi ai malati e ai poveri, arrivando anche a rifiutare di sposarsi pur di poter dedicare tutte le sue energie a quella che sentiva essere una vera e propria vocazione.

Nel 1854 scoppiò la guerra di Crimea. Impero russo da una parte, Francia, Gran Bretagna, Impero Ottomano e Regno di Sardegna dall’altra. I soldati iniziarono a morire, non solo al fronte ma anche negli ospedali militari. E la stampa inglese iniziò a riportare notizie delle terribili condizioni in cui venivano curati i feriti. E così, autorizzata dal ministro inglese della guerra, Florence partì con una squadra di infermiere volontarie per Scutari, il quartier generale della spedizione britannica in Crimea.

Quando arrivarono, trovarono l’ospedale sovraffollato, sporco, con carenza di attrezzatture e medicinali, pazienti malnutriti e topi che correvano da tutte le parti. Insomma, l’esatto opposto di come dovrebbe essere un luogo di cura. E, infatti, la maggior parte dei soldati ricoverati invece di guarire moriva a causa di sopraggiunte infezioni.

Nonostante qualche resistenza da parte dei medici, le infermiere pulirono a fondo l’ospedale e gli strumenti e riorganizzarono l’assistenza, ma la mortalità non diminuì. Florence si fece allora portavoce presso il Governo inglese delle problematiche degli ospedali militari. Ed una commissione sanitaria inviata dall’Inghilterra portò a una drastica riduzione della mortalità. Ma non finisce qui.

Lo sviluppo della teoria del nursing

L’osservazione meticolosa della situazione degli ospedali militari spinse infatti Florence ad elaborare una propria teoria di nursing incentrata sul concetto di ambiente come fattore principale nello sviluppo delle malattie.

Grazie all’osservazione critica ed alla raccolta dei dati, riuscì tramite all’analisi statistica a comprendere quali fossero i fattori ambientali che contribuivano ad incrementare la mortalità ospedaliera.

Nello specifico, individuò cinque caratteristiche essenziali che un ambiente deve possedere per essere salubre: aria pulita, acqua pura, sistema fognario efficiente, pulizia, luce. Aggiunse anche come requisiti il silenzio, il calore e la dieta, definendoli non essenziali ma positivi. Elementi ancora oggi considerati fondamentali per la corretta gestione del paziente in ambiente ospedaliero. Anche in tempi di pace ed in campo civile.

Grazie a lei, la statistica diviene quindi parte integrante del monitoraggio dei pazienti. Nel 1858 divenne poi la prima donna membro della Royal Statistical Society e più tardi divenne membro onorario della American Statistical Association.

Non male per un’infermiera, vero? A volte c’è questa convinzione secondo cui chi ha scelto un percorso di studi con matematico non abbia abbastanza competenze per poter effettuare analisi statistiche. Ma, come dimostra il caso di Florence, questo non è vero.

La nascita dell’infermieristica moderna

Florence ebbe anche un ruolo centrale nella costituzione della Royal Commission on the Health of the Army e nella successiva attuazione delle raccomandazioni finali del rapporto, che rivoluzionarono la sanità militare. Grazie a questa commissione, fu costituito l’Army Medical College e molti ospedali vennero costruiti seguendo le sue indicazioni.

Nei decenni successivi, Florence si dedicò all’osservazione critica e all’attività di consulenza per la sanità britannica. Promosse l’istituzione e lo sviluppo della professione di infermiere nella sua forma moderna e, sotto la sua guida, venne introdotta la raccolta di dati per ottenere delle statistiche sui tassi di natalità, mortalità e sulle cause dei decessi. Fece uso massiccio e pionieristico dell’analisi statistica nella compilazione, analisi e presentazione grafica dei dati sulle cure mediche e sulla igiene pubblica, usando in particolare i diagrammi a torta e l’istogramma circolare o ragnatela, di sua invenzione. Si occupò anche di assistenza sociale e contribuì alla nascita dei servizi sociali inglesi.

La donna con la lanterna

Durante la guerra di Crimea Florence ricevette il soprannome di “The Lady with the Lamp” (la signora con la lampada). Questo perché durante la notte si aggirava per i reparti per verificare le condizioni dei pazienti. Dal momento che non c’era l’elettricità, per farlo portava con sé proprio una lampada. Ed in ricordo di questa sua dedizione, nell’iconografia Florence è rappresentata proprio come una donna con una lampada in mano.

Giornata internazionale degli infermieri

Il 12 maggio è la giornata internazionale degli infermieri. Questa data coincide, non a caso, con l’anniversario della nascita di Florence Nightingale. Infatti, oltre ad essere considerata la mamma della statistica, è considerata anche la prima infermiera moderna della storia.

E adesso?

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Paola Pozzolo

Paola Pozzolo

Sono Paola Pozzolo e mi occupo di consulenze e formazione statistica. Ti aiuto a trasformare i dati in informazioni utili ed affidabili per raggiungere i tuoi obiettivi di ricerca e prendere le decisioni che più valorizzeranno il tuo lavoro.