Come si fa un questionario?

20 Novembre 2021 | Analisi dati

Per realizzare in modo corretto e veloce un questionario, è necessario decidere non solo quali saranno le domande in base agli obiettivi della tua ricerca, ma anche chi saranno i rispondenti e quando, dove e come verrà somministrato. In questo articolo troverai una guida pratica che ti aiuterà a definire in modo chiaro tutti questi aspetti.

questionario tesi domande

Introduzione

Hai scelto l’argomento del tuo studio, hai iniziato a leggere la letteratura di riferimento e probabilmente hai anche già formulato una serie di ipotesi di ricerca. Per verificarle, serve però prima raccogliere dei dati.

Ed uno dei metodi più utilizzati per raccogliere dati è il questionario. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi. Grazie agli strumenti gratuiti disponibili online (come Google Moduli) è infatti sempre più facile costruire un questionario e raccoglierne le risposte.

Con la maggior parte dei programmi per la creazione dei questionari, si ottengono in automatico anche le statistiche descrittive di base per le singole domande. Ma poi come si fanno i confronti tra variabili? E come si interpretano i risultati?

Inoltre, se non viene strutturato adeguatamente, i risultati di un questionario possono poi infatti risultare inattendibili.

A causa a volte della fretta per rispettare le tempistiche, a volte dell’inesperienza, a volte di tutte e due, capita infatti di costruire un questionario senza prima ragionare bene su come e quali dati verranno poi effettivamente raccolti. Questa mancanza di programmazione a priori può però portare a complicare l’analisi dei dati e, in casi estremi, a non riuscire proprio a dare una risposta alle domande di ricerca per cui era stato costruito lo studio.

Soprattutto nel caso di questionari non validati, che quindi non sono soggetti a vincoli sulla formulazione delle domande, ci sono alcuni accorgimenti che ti permettono di semplificare la successiva analisi dei dati.

E questo è il motivo per cui in questo articolo troverai una guida sulle domande da porti per creare un questionario che sia davvero utile.

La regola delle 5W

A scuola ci insegnano che, per rispondere in modo completo ad un quesito, è necessario seguire la regola delle 5W (Who, What, Where, When, Why). Trovo che questo approccio, oltre che all’ambito giornalistico, sia estendibile anche alla raccolta dei dati. Vediamo come.

Perché

Come dice Simon Sinek, parti sempre dal perché. L’obiettivo e le ipotesi di ricerca sono quelle che ti devono guidare in tutte le fasi di un’indagine statistica. Dalla raccolta dati alla loro interpretazione.

Se il tuo obiettivo è il confronto tra due metodologie, o due gruppi, sarà necessario che il questionario tenga conto di questa suddivisione.

Se invece vuoi analizzare il grado di soddisfazione dei clienti per un certo servizio, potresti impostare il questionario con una domanda più generica sulla soddisfazione complessiva ed altre più specifiche su singoli aspetti. Ad esempio, potresti chiedere ai clienti di un ristorante quanto sono complessivamente soddisfatti, ma anche

Cosa

Prima di iniziare a scrivere le domande, stabilisci quali informazioni vuoi ottenere dal questionario.

Questionario validato o non validato?

Valuta innanzitutto se per ottenerle sia meglio utilizzare un questionario validato, crearne uno ex-novo o fare un mix delle due cose. In generale, più l’argomento che hai scelto è già stato trattato in letteratura, più sarà facile trovare questionari già validati che possano rispondere alle tue domande di ricerca.

Più invece il tuo argomento è di nicchia o è innovativo, più sarà difficile trovare strumenti già strutturati ad hoc. In ogni caso, una ricerca ti consiglio comunque di farla, magari generalizzando un po’ l’argomento.

Ad esempio, ipotizziamo che il tuo obiettivo sia studiare la qualità di vita dei pazienti con una determinata patologia renale e non ci sia ancora nessun questionario già validato a tale scopo. Potresti però cercare questionari utilizzati su pazienti con patologie in qualche misura paragonabili a quella di tuo interesse in termini di qualità di vita. Questo perché un questionario validato, oltre a fornire risposte più attendibili, è in genere corredato anche già da esempi di analisi.

Quante domande?

In generale, ricordati che più un questionario è corto, meglio è. A tal fine, una buona strategia è quella di iniziare a scrivere tutte le domande che ti vengono in mente sull’argomento. Quindi chiediti quali domande sono davvero utili per il tuo obiettivo e se c’è ne sono invece di superflue e se può essere utile utilizzare dei filtri.

Soprattutto se ti aspetti poche risposte, è inutile fare tantissime domande perché tanto poi la numerosità campionaria non sarà sufficiente per poter ottenere risultati generalizzabili. Meglio poche domande ragionate bene che tante che poi non sai neanche bene tu cosa farci.

Che tipo di domande?

Cerca di formulare le domande nel modo più chiaro e diretto possibile, cercando il più possibile di evitare fraintendimenti e pregiudizi e suggerimenti su cosa rispondere.

Inoltre, ricordati che analizzare una domanda a risposta multipla in cui si può scegliere solo un’opzione di risposta tra quelle disponibili è molto più semplice che analizzare una domanda a risposta aperta o con più possibilità di risposta.

Ad esempio, chiedere ad una persona quale è il suo social network preferito o quali sono i suoi social network preferiti fa una bella differenza in termini di analisi dei dati. Se possibile e coerente con gli obiettivi del tuo studio, cerca sempre di formulare le domande in modo che ci sia un’unica possibilità di risposta.

Questo ti semplificherà di molto la parte di elaborazione dei dati in quanto le colonne che dovrai trattare saranno in numero inferiore e non dovrai gestire le interazioni.

Per lo stesso motivo, preferisci poi le risposte di tipo numerico. Ad esempio, per un individuo indicare l’età in anni compiuti o selezionare l’età da delle fasce (<35 anni; 35-44 anni; 45 o più anni) comporta all’incirca lo stesso sforzo. A livello di analisi, però la prima soluzione (il singolo valore) ti permette di avere un dettaglio maggiore e più possibilità di scelta del tipo di tecnica statistica da utilizzare. Partendo da una variabile quantitativa potrai infatti sempre passare ad una variabile qualitativa mentre il contrario non è possibile.

Risposte obbligatorie o no?

Già è difficile ottenere risposte con i questionari, non complicare le cose lasciando agli intervistati la possibilità di scegliere a quali domande rispondere. Altrimenti rischi di ridurre ulteriormente il numero di casi validi su cui effettuare le analisi.

Se ad una domanda devono rispondere solo alcuni intervistati, utilizza i filtri ma rendi sempre tutte le domande obbligatorie.

Ad esempio, se alla domanda “D2-Quante sigarette fumi al giorno?” vuoi che ti rispondano solo chi ha risposto Sì alla domanda “D1-Sei un fumatore”, metti un filtro sulla D1 così che solo i fumatori visualizzino la domanda D2 e tu possa renderla obbligatoria.

Così poi in fase di analisi non ti troverai a dover gestire dati mancanti inattesi.

Quando aggiungere l’opzione “altro”?

Inserisci sempre l’opzione “Altro” tutte le volte che hai il dubbio che le opzioni di risposta ad una certa domanda non siano esaustive. In questo modo non falserai i risultati obbligando il rispondente a dare una risposta non vera.

Ad esempio, se chiedi ad un intervistato quale è la sua occupazione e dai come opzioni solo lavoratore, studente o disoccupato, una persona che è attualmente è in pensione non sarebbe inclusa in nessuna di queste categorie e quindi si troverebbe a dare una risposta non veritiera o a non rispondere proprio alla domanda.

In quale ordine vanno le domande?

Infine, anche l’ordine delle domande è importante: prima quelle chiave, al fondo quelle demografiche in genere è una buona scelta.

Chi

A chi vuoi somministrare il questionario. Devi definire la tua popolazione di riferimento ed i criteri di inclusione e di esclusione. Ad esempio, i rispondenti potrebbero essere solo maggiorenni, oppure solo residenti in una specifica area, oppure solo laureati, o solo possessori di un certo prodotto.

Inoltre, devi decidere quanto numeroso dovrà essere il tuo campione. In alcuni casi, per ottenere campioni numerosi in breve tempo, potrebbe essere anche utile offrire degli incentivi monetari o non a chi compilerà i questionario. A tal fine, ti consiglio anche di spiegare sempre ai partecipanti come verranno usate le loro risposte.

Inoltre, una buona strategia è quella di somministrare il questionario prima ad un piccolo gruppo di persone, così da controllare che tutto funzioni adeguatamente, e quindi all’intero campione di tuo interesse. In questo modo, potrai accorgerti per tempo di eventuali incongruenze, errori o frasi confuse che potrebbero poi rendere le risposte meno precise e quindi meno utili al tuo scopo.

Quando

Definisci l’arco temporale in cui dovrà avvenire la somministrazione del questionario. E’ sufficiente intervistare le persone una sola volta o sono necessarie più interviste per valutare le variazioni nel tempo?

Dove

Pensa a dove puoi trovare persone con caratteristiche corrispondenti a quelle del campione di tuo interesse. Ove possibile, ricordati che la lista dei tuoi contatti WhatsApp o e-mail difficilmente costituisce un campione rappresentativo della popolazione che vuoi indagare.

Il questionario può essere somministrato in varie modalità (ad esempio: cartacea, telefonica, online).

Quella online è sicuramente la più veloce se il questionario può essere auto-somministrato. In questo caso, puoi fare riferimento a piattaforme che conducono sondaggi a pagamento per terzi. Oppure postare il questionario su gruppi social o su forum in cui ritieni siano presenti individui compatibili con i tuoi criteri di inclusione ed esclusione.

Questa soluzione non è però sempre possibile e dipende dal tipo di rispondenti e dalla tipologia del questionario. Ad esempio, cambia se il questionario è posto a persone giovani o anziane. Così come cambia se fa riferimento a persone che vivono in aree urbane o aree rurali. In alcuni casi, potrebbe ad esempio essere meglio condurlo di persona, eventualmente avvalendoti dell’aiuto di professionisti o volontari.

Come

Una volta definite queste informazioni, potrai passare alla parte più operativa come costruire nella pratica il tuo questionario.

Ad esempio, se scegli di somministrarlo online, Google Moduli potrebbe essere la soluzione perfetta per te. In ogni caso, per poi effettuare le analisi ti servirà salvare le risposte in una tabella dati su Excel o altro software.

Tesi con questionario: e adesso?

Una volta raccolti tutte le risposte, potrai quindi procedere all’analisi dei dati utilizzando Excel o un software statistico. Per saperne di più sull’elaborazione dei dati, puoi anche dare un’occhiata a questa guida gratuita alle analisi dei dati.

E, se ti dovesse servire maggiore supporto, potrai sempre contare sulla mia consulenza check-up!

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Paola Pozzolo

Paola Pozzolo

Sono Paola Pozzolo e mi occupo di consulenze e formazione statistica. Ti aiuto a trasformare i dati in informazioni utili ed affidabili per raggiungere i tuoi obiettivi di ricerca e prendere le decisioni che più valorizzeranno il tuo lavoro.